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Il Blog di Gianluca Rossetto D.O.
8 mar 2016

Babywearing a Verona…..e la schiena delle mamme?

Babywearing a Verona…..e la schiena delle mamme?

Il BabyWearing è l’antica pratica di portare o “indossare” i propri figli in una fascia o un altro tipo di supporto. E’ una usanza antichissima, che è stata tramandata fino ai giorni nostri. Usata moltissimo, soprattutto per necessità, dalle popolazioni antiche e tornata alla ribalta negli ultimi decenni. E’ un canale preferenziale nel fornire un corretto ambiente di attaccamento fra genitore e bambino, favorendo lo sviluppo cognitivo e sensoriale del bambino.

Il vantaggio principale per i genitori è quello di avere uno stretto contatto con i figli, mantenendo al tempo stesso una certa possibilità di autonomia. Le fasce permettono di avere le mani libere, e di svolgere le più svariate attività, Contemporaneamente i bambini possono sentirsi ancora avvolti dal calore e dal profumo del genitore, ed essere cullati come quando erano nel grembo materno.
Le mamme sono le maggiori utilizzatrici dei vari supporti, ma ormai anche i papà si sono lasciati coinvolgere nel mondo del portare; questo che permette loro di instaurare un rapporto molto stretto con i propri figli già dai primi giorni.

I supporti da utilizzare per portare sono divisi in: fasce in tessuto, e marsupi ergonomici.
Le fasce – elastiche o rigide – sono costituite da un pezzo unico di tessuto di lunghezza variabile tra i due ed i cinque metri. Variano per tipologia di stoffa (cotone, lino, canapa, seta, lana, ecc), tessitura, grammatura, infinite colorazioni e fantasie e si portano addosso tramite legature in cui poi inserire il bambino, che è messo in sicurezza ed in posizione fisiologica.
I marsupi ergonomici, detti anche “zainetti”, sono dotati di molteplici regolazioni, non richiedono la conoscenza delle varie tecniche di legatura e sono per questo generalmente i supporti preferiti dai papà.

La caratteristica principale di questi supporti è l’ergonomia; la biomeccanica del portatore e del portato viene rispettata nel tempo, (la canguro terapia viene ormai largamente utilizzata, soprattutto con neonati prematuri) e, se correttamente indossati, permettono di portare il bambino per lungo tempo con affaticamento limitato. Il peso viene correttamente suddiviso sui vari punti di appoggio (per il genitore), ed il bambino assume una corretta posizione.

La differenza con i supporti non ergonomici, infatti, sta proprio nel confort per gli utilizzatori che, con un supporto sbagliato, si trovano con una postura scorretta. Verrebbe lecito pensare quindi che il portare sia solo scomodo e doloroso, sia per il genitore (sulla cui zona lombare grava tutto il peso), che per il bambino.

Anche un supporto adeguato però, se usato in modo errato, può causare problemi posturali e dolore.
Imparare a legare da autodidatta è abbastanza semplice, ma rischioso. E’ sufficiente posizionare male (anche di poco) il bambino, ed il mal di schiena è assicurato.
Ecco perché è preferibile imparare correttamente le legature, facendosi seguire da personale esperto (Consulente del Portare (R) o Istruttore Portare i Piccoli (R)). Queste figure sono formate e certificate dalle Scuole Italiane o Internazionali. Hanno esperienza e capacità didattica, e seguono le mamme (ed i papà) insegnando loro le tecniche di legatura idonee alle loro necessità.