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Il Blog di Gianluca Rossetto D.O.
6 dic 2014

Osteopatia in Ambito Neonatale e Pediatrico a Verona

Trattamenti e Sedute di Osteopatia in Ambito Neonatale e Pediatrico a Verona

L’ Osteopatia in Ambito Neonatale e Pediatrico si affianca alla medicina classica per risolvere in modo dolce e naturale e senza l’uso di farmaci tutti quei disturbi funzionali e muscolo scheletrici legati al trauma del parto.
L’ osteopata è in grado attraverso una palpazione dolce sul corpo del bambino, assolutamente indolore e ben tollerata dai piccoli pazienti, di trovare quelle tensioni muscolari e membranose presenti al momento della visita e di risolverle. Nei neonati sani spesso si manifestano dei disturbi non patologici come: rigurgiti frequenti, suzione difficoltosa o debole, coliche gassose, disturbi del sonno, costipazione, irrequietezza che si risolvono con il trattamento osteopatico in poche sedute. Anche i neonati con torcicollo miogeno congenito o che presentano delle alterazioni nella forma del cranio (plagiocefalia: occipite piatto, testa allungata, testa a parallelogramma) hanno degli ottimi risultati con l’approccio Osteopatico. Questo trattamento accompagna anche le mamme in attesa aiutandole ad adattarsi al meglio ai cambiamenti posturali legati alla gravidanza e alla sintomatologia ad essa connessa.L’osteopatia è dunque un dolce aiuto sia per le mamme che per i neonati ma anche un valido supporto nelle successive fasi di sviluppo motorio del bambino.

Collaborazioni

L’ Osteopata collabora sempre più frequentemente con altre figure mediche quali il Pediatra, il Logopedista, l’ Ortodontista. Molti Dentisti e Drtodontisti, infatti, ricercano una collaborazione con gli Osteopati per poter controllare la postura e le importanti relazioni tra il sistema dentale/occlusale e quello cranio/cervicale dei pazienti nel corso della terapia ortodontica.

E’ ormai confermata da diversi studi la stretta relazione tra il sistema occlusale e quello cranio-cervicale-posturale ed è proprio sulla base di queste relazioni che l’ Osteopata collabora con l’ Ortodontista, valutando e trattando accuratamente i vari sistemi allo scopo di evitare che una loro disarmonia possa rappresentare un ostacolo al lavoro di apparecchi ortodontici o Bite.

Al fine di eseguire un corretto approccio multidisciplinare è necessaria una comunicazione diretta tra Osteopata e Dentista ed un costante aggiornamento da parte di entrambi sull’evoluzione di nuove metodologie di trattamento.

Cos’è il trauma da parto?

Il cranio del neonato, non essendo ancora ossificato, in situazioni fisiologiche ha la capacità di modellarsi in risposta agli stress derivanti dalle torsioni e compressioni cui è sottoposto nel momento del parto. Il passaggio attraverso il canale del parto solitamente avviene in modo naturale in quanto il cranio neonatale è caratterizzato da un’estrema malleabilità delle ossa che lo compongono, le quali risultano essere unite tra loro per interposizione di tessuto connettivale e cartilagineo. Numerosi studi hanno messo in evidenza il fatto che il primo meccanismo lesionale a cui è soggetto il cranio non ancora ossificato del neonato sia proprio il parto. In alcuni casi tuttavia, soprattutto in presenza di presentazioni di tipo distocico o di travagli che si protraggono a lungo nel tempo, si può avere una modificazione della posizione reciproca delle ossa craniche del neonato, con conseguente alterazione delle strutture sia nervose che vascolari che prendono rapporto con esse. Questi casi spesso si associano a significativi modellamenti a livello della volta e della base cranica, con uno strain (stiramento) del tessuto connettivo che si estende a tutto il corpo del neonato. Molto spesso questo si risolve da sé nel giro di un giorno o due.

I modellamenti che persistono a lungo nel tempo possono essere il risultato di uno strain che interessa la base cranica o essersi sviluppati prima del parto. Possono risultare da un’anomala posizione in utero durante le ultime fasi di gravidanza o dalla presenza di uteri fibrosi o a causa di una prolungata durata di impegno della testa fetale prima del parto. In quest’ultimo caso lo strain dei tessuti può essere palpabile dall’osteopata sia a livello membranoso che osseo ed entrambi possono essere corretti.

Uno dei principi dell’ Osteopatia è che la struttura governa la funzione e che la funzione, a sua volta, può governare la struttura. Con questo concetto osteopatico è possibile spiegare e comprendere come le alterazioni della struttura ossea siano in grado di dare alterazioni funzionali su strutture adiacenti come i nervi cranici. Diversi studi hanno infatti dimostrato la correlazione tra disfunzioni craniche e alterazioni nella funzionalità di determinati nervi cranici.

L’ Osteopatia cranio-sacrale, pertanto, con la sua capacità di riequilibrare i rapporti tra le differenti ossa che costituiscono il cranio del neonato, è un utile supporto alla terapia di diversi disturbi tipici dell’età infantile (plagio-cefalia, rigurgiti idiopatici frequenti, strabismi, forie (strabismo latente), coliche addominali, irritabilità, difficoltà nella suzione).

FONTE: www.marcopaonessa.it

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